Il contesto
Tesi di laurea al Politecnico di Genova, nel corso di Architettura Sostenibile. Invece di un tema accademico, ho cercato un bisogno reale: nel 2016 ho contattato l'Assessorato all'Istruzione del Comune di Ragusa, proponendo un progetto definitivo per una nuova scuola dell'infanzia. Il lavoro universitario è diventato una sorta di commessa pubblica informale, sviluppato in un anno con Chiara Di Tucci e Francesca Rossi, sotto la guida di Enrica Cattaneo e Adriano Magliocco.
L'impianto
L'impianto nasce dalla lettura del paesaggio rurale ragusano, frammentato dalla divisione storica dei terreni. Le sei unità didattiche si dispongono come volumi giustapposti attorno a uno spazio centrale, su un solo piano: aule attorno a un nucleo con refettorio, servizi e attività libere, ciascuna aperta sul giardino, con un percorso continuo che evita la sensazione di corridoio.
La logica bioclimatica
La logica è bioclimatica: orientamento, aperture e altezze studiati su sole, venti, luce e comfort — la vera sfida era l'estate siciliana. Copertura verde estensiva su tutto l'edificio (inerzia termica e valore pedagogico), involucro con trasmittanza 0,20 W/m²K e sfasamento di 16 ore, pavimento radiante, VMC con recupero, pompa di calore e fotovoltaico: classe A4, 24,81 kWh/m²/anno.
Struttura e fattibilità
Concepita inizialmente in X-lam, la struttura è stata rivista — la filiera del legno siciliana del 2016 non era sufficiente — verso laterizio porizzato, isolanti naturali (fibra di legno, kenaf) e pannelli in fibrocemento, con prezzi verificati presso fornitori locali. Consegnata al Comune nel 2017; il bando atteso non fu mai pubblicato e la scuola non è stata costruita, ma resta un'esperienza completa di progetto pubblico, sostenibile e tecnicamente verificato.
